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iPhone 4 – il mio Day One



30 luglio 2010 | Lascia un commento »

Oggi finalmente è stato il Day One in Italia del tanto attesissimo iPhone 4.

Qualche settimana fa partii per una traversata notturna della costa azzurra alla volta di Montpellier;
in Francia, infatti, l’iPhone è uscito prima che in Italia ed io quella notte ho percorso 600km per tentare di acquistarlo in anteprima. All’Apple Store, però, mi hanno congedato dicendomi che avrei dovuto prenotarlo in anticipo.

La voglia di possedere il device più desiderato del momento è cresciuta in me a tal punto che ieri notte sono stato tentato dall’unirmi alle mille e più persone che si sono accodate presso l’Apple store di Milano con tende e sacco a pelo. I maggiori funblog hanno addirittura fatto una diretta radiofonica durata tutta l’intera notte.

Anche se la tentazione era forte non sono andato al centro commerciale e ho deciso che l’avrei comprato online nonostante la lista d’attesa di 3 settimane.

Questa mattina, però, quando sono sceso di casa per fare colazione al bar, ho notato che davanti al centro Tim c’erano 6 persone che confabulavano; ho unito pensato si trattasse di gente in coda per acquistare l’iPhone ma non immaginavo che il retail lo vendesse! Mi sono subito avvicinato e anche loro avevano preparato i numerini per la coda ed effettivamente erano tutti lì perché ieri avevano contattato il retail il quale li aveva informati del lancio.

Io ero il numero 7, nulla in confronto alle code di migliaia di persone agli Apple Store di Roma e Milano, ma anche noi abbiamo vissuto l’ansia dell’attesa.

Morale della favola, quasi senza volerlo, stamattina mi sono ritrovato con l’iPhone 4 tra le mani. Inutile raccontarvi la mia gioia nell’unboxing.

Il retail, dopo l’acquisto, mi ha informato che aveva a disposizione soltanto 20 pezzi e a pranzo ho saputo che erano sold out già alle ore 11:00

Enjoy


Barilla, Prosciutto di Parma, Granarolo: facciamo attenzione a cosa mangiamo!!!



30 luglio 2010 | Tags: , , , , , | Lascia un commento »

Sembrerà banale, ma non vi capita mai di riflettere sul cibo che mangiate? Non vi siete mai chiesti se state mangiando un prodotto sano e genuino o un prodotto di bassa qualità?

Personalmente non ho mai prestato troppa attenzione all’argomento.

Spesso ci facciamo condizionare dalla televisione e dalle pubblicità di noti marchi italiani e nasce in noi la consapevolezza di poter aver fiducia dei prodotti pubblicizzati dalla televisione.

In questi ultimi 2 mesi non si parla d’altro che del caso delle “mozzarelle blu”, latticini sequestrati dal Nucleo Anti Sofisticazione in tutta Italia contenenti un batterio che, a contatto con l’aria, le rende di colore blu. Questi prodotti hanno marchi che richiamano senza mezzi termini il “Made in Italy” pur non avendo nulla di italiano, neanche la materia prima: il latte delle mozzarelle blu è di provenienza tedesca! È chiaro che se queste mozzarelle avessero avuto un’etichettatura chiara sulla provenienza e sull’origine tedesca, avremmo diffidato di esse.

Ma il caso delle mozzarelle blu provenienti dalla Germania non è un caso isolato di etichettatura assente o che trae in inganno il consumatore.
Recentemente, infatti, Coldiretti ha presidiato i valichi d’Italia appunto per sgominare le bande fraudolenti e fra i tanti esempi ci sono:

Ultima notizia di questi giorni è quella riguardante la ricotta rossa trovata in un supermercato sardo e proveniente da un caseificio brianzolo di cui non è stata ancora resa nota l’identità.

Io sono davvero sconvolto … Adesso presto davvero la massima attenzione all’etichettatura dell’origine (dove presente) ed evito di acquistare alimenti freschi nei supermercati prediligendo il rapporto di fiducia che si instaura acquistando direttamente dai produttori agricoli presso i mercati o gli spacci aziendali.

Fate attenzione anche voi, cari amici!


Letture digitali



29 luglio 2010 | Tags: , , , , | 1 Commento »

In questa settimana moltissimi quotidiani online e riviste del settore hanno pubblicato l’indagine di Amazon in cui si attesta che negli ultimi 3 mesi sono stati venduti più ebooks che libri veri e propri.

Apprendo dal caro Giuseppe che il rapporto è di 134/100 !!!

Il dato è veramente importante e mi ha fatto riflettere sul rapporto che ho io con i libri.

Dunque,
Innanzitutto non vi nascondo che tra i fattori che mi hanno spinto ad acquistare l’iPad c’era la possibilità di leggere comodamente gli ebook; però la realtà è che da quel giorno non ho ancora letto alcun titolo.

Sicuramente tra i motivi principali c’è il fatto che l’iBook store è ancora acerbo e non di certo per colpa degli sviluppatori; purtroppo il processo che porterà tutte le case editrici a produrre versioni digitali dei propri titoli è lento (ammesso che avvenga).

Ma il punto è un’altro: riuscirò mai a leggere un libro digitale?

Tutto sommato si può dire che la lettura, dopo le motociclette americane e i viaggi, è una delle mie passioni, ma nella mia vita quotidiana potrà mai accadere quanto successo ad Amazon? Potrò mai leggere più ebook che hardcover?

Ora come ora non posso rispondere a questa domanda perchè non ho ancora mai letto alcun titolo digitale; prima di possedere un tablet, l’idea di dover leggere un libro sullo schermo di un notebook che mi scaldava le ginocchia non era affatto stimolante!

Oggi, quando osservo l’icona di iBook, la voglia di leggere è forte ma lo è altrettanto la paura di lasciare un titolo a metà (cosa che di solito mi irrita notevolmente).

E poi che dire del piacere di perdere ore ed ore tra gli scaffali della Feltrinelli? Che dire dell’attrazione quasi erotica che mi provocano i segni di usura di un libro appena terminato e dell’immagine emozionale raffigurante la mia libreria personale piena zeppa di parallelepipedi colorati e di forme diverse?

Che le due esperienze possano convivere?

Staremo a vedere!