Il fallimento del Presepe più grande del mondo è dovuto a…
31 dicembre 2010 | Tags: Matera, Presepe, Sassi, UNPLI | Lascia un commento »
5% perché non è assolutamente vero che si è trattato del presepe più grande del mondo: in Val Gardena, dove trascorro abitualmente i miei weekend sciistici, i presepi viventi sono molto più grandi e sicuramente meglio organizzati.
30% perché mi aspettavo che i Sassi diventassero integralmente un palco teatrale con i loro vicoli a raccontare la vita del vicinato (così forse non sarebbero stati necessari neanche i figuranti). Invece le installazioni si sono svolte lungo un’unica strada lunga 500mt o poco più e per giunta l’unica strada percorribile con autoveicoli di emergenza; risultato: un caos da Fiesta de San Fermin a Pamplona e la paura, per gli addetti, di non poter prestare soccorso a nessuno in caso di necessità.
20% perché un evento di tale portata, che potenzialmente attrarrebbe (ed in effetti ha attratto) un numero ingente di visitatori, non può svolgersi in sole 5 ore; non è un evento sportivo o musicale in cui ciascun partecipante ha il proprio posto a sedere. Se fossero veritieri i dati relativi all’affluenza di cui si sente parlare in questi giorni (30.000 persone), dall’accesso situato in prossimità del cordone degli addetti in piazza di San Pietro Caveoso sarebbero entrate 100 persone al minuto: roba da Maracana, con qualche centinaio di servizi igienici e un migliaio di stewart in meno.
10% perché un evento a Matera non può svolgersi con il contributo di 44.000 €uro (2.000 Comune, 7.000 Provincia, 35.000 Regione) … perché sono TROPPI. I vari Enti avrebbero dovuto contribuire ciascuno con le proprie risorse e non con assegni intestati all’UNPLI; perché le risorse stimolano un giusto utilizzo, i soldi fanno l’uomo ladro.
15% perché siamo degli armenti incivili, inospitali, scontrosi e irresponsabili; perché siamo lucani.
5% perché per lo stesso motivo di cui sopra, realizziamo pseudo-video-inchiesta inutili e pseudo-mobilitazioni con casco di sicurezza senza un motivo valido per il quale protestare ed anche in questo caso senza la minima organizzazione.
5% perché mi sarebbe piaciuto vedere un servizio d’ordine cittadino e volontario, un coinvolgimento attivo ed in prima linea di ristoratori e albergatori e mi sarebbe piaciuto ascoltare critiche costruttive prima che l’evento si svolgesse.
10% perché prima di tutto sono necessari eventi atti a far conoscere la città alle persone che ci abitano e la vivono; perché è inammissibile che i cittadini non sappiano rispondere alle ricorrenti domande dei turisti che si chiedono da dove provenga il nome “Sassi” attribuito a questi sconosciuti agglomerati di tufo e ci ridicolizzano quando rispondiamo “ce n saccij”.
Rifletto a malincuore che in questi giorni stavo tentando un riavvicinamento, seppure soltanto spirituale e valutativo, a questa città e ringrazio questo evento per aver represso questo mio intento.



